Uno strumento utile tutti i giorni: il Diario della Mamma e del Bambino

Ho scoperto da pochi giorni : “Il Diario della Mamma e del Bambino”.

Dal sito: “Il volume vuole essere un diario che accompagni la crescita del bambino per tutto il primo anno di vita. Scritto grazie alla collaborazione di diversi professionisti del campo perinatale alterna capitoli di clinica pediatrica a pagine di vero e proprio diario da compilare”.

Uno strumento utile tutti i giorni: il Diario della Mamma e del Bambino

Quindi consigli pratici quotidiani e lo spazio per aggiornare la crescita del proprio piccolo, momento dopo momento in un volume pratico, illustrato e molto piacevole. Dedicato al primo anno di vita.

Certo uno strumento utile, un ricordo da conservare che lo stesso bambino una volta cresciuto potrà leggere e una fonte di informazioni anche per il pediatra.

Non c’è che dire un vivissimi complimenti a Valeria Bonadonna che ha pensato e realizzato il diario.

Uno strumento utile tutti i giorni: il Diario della Mamma e del Bambino

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La moda del gluten free: dieta senza glutine

Oggi affrontiamo il tema della dieta senza glutine.

Abbiamo già parlato di glutine. Viene così definita una importante quota di proteine di diversi cereali (frumento, orzo e segnale). Questo insieme di proteine è fondamentale per la panificazione avendo, quando mescolato con l’acqua, la giusta resistenza e la giusta elasticità per garantire un pane e dei prodotti da forno gustosi. Sono proteine non completamente digerite nel nostro piccolo intestino per la loro struttura ricca di prolina.

Il glutine è il fattore ambientale responsabile dello scatenarsi e del mantenimento della celiachia. Una intolleranza permanente al glutine con un importante componente genetica e abbastanza diffusa In Italia.

La moda del gluten free: dieta senza glutine

Nei celiaci si ha una progressiva distruzione della parte interna dell’intestino tenue (il piccolo intestino deputato all’assorbimento di moltissimi cibi) e con il passare del tempo complicanze come diabete, malattie della tiroide, osteoporosi accelerata e raramente tumori dell’intestino.

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Frigorifero: alcuni utili consigli per non commettere gli errori più comuni

Impariamo ad usare correttamente il frigorifero per non commettere errori.

Frigorifero: alcuni utili consigli per non commettere gli errori più comuni

  • Verifica la temperatura all’interno del tuo frigorifero. Mantieni la temperatura interna del frigorifero intorno ai 4-5 °C (sulla mensola centrale) per conservare nel modo migliore i tuoi cibi. Colloca il frigorifero lontano da fonti di calore. Aprilo solo a bisogno e richiudilo in tempi brevi. I modelli più recenti dispongono di un display che riporta la temperatura interna del frigorifero: se il tuo non è così equipaggiato, poni un normale termometro sui diversi ripiani e scomparti: in questo modo potrai verificarne l’efficienza e regolarne la potenza, abbassando la temperatura interna.
  • Ogni zona del frigorifero mantiene temperature diverse. Il punto più freddo del frigorifero è la mensola più bassa, subito sopra il cassetto per le verdure (circa + 2 °C), mentre la parte meno fredda è rappresentata dallo sportello. Tuttavia, poiché i frigoriferi di nuova generazione hanno differenti sistemi di refrigerazione, solo il libretto delle istruzioni può darti indicazioni precise e corrette sulla gestione degli spazi interni.

Frigorifero: alcuni utili consigli per non commettere gli errori più comuni

  • Non conservare gli alimenti oltre la loro data di scadenza. Per i prodotti da conservare in frigorifero si parla di “scadenza”: è la data entro la quale un alimento può essere venduto e deve essere consumato. La data deve riportare, nell’ordine, il giorno, il mese ed eventualmente l’anno. Entro tale data il produttore garantisce la salubrità e le caratteristiche organolettiche del prodotto. Sulla confezione devono essere inoltre riportate le condizioni di conservazione ed eventualmente la temperatura in funzione della quale è stato determinato il periodo di validità. Viene indicato con la dicitura “da consumarsi entro”: è importante verificare questa data al momento dell’acquisto e durante la conservazione domestica ed eliminare i prodotti scaduti dal frigorifero.
  • Ogni alimento ha la sua “temperatura di conservazione”. Carne e pesce devono sostare nella parte più fredda (solitamente il comparto più in basso). Il pesce eviscerato e lavato, deve essere consumato entro 24 ore. La carne ha tempi di conservazione diversi a seconda del tipo di taglio e composizione: deve essere consumata entro 24 ore se macinata, entro 48 ore se di pollo o tacchino, entro 3 giorni nel caso di affettati non confezionati e carne fresca in genere. La parte centrale (di solito 4-5 °C) è adatta a uova, latticini, dolci a base di creme e panna e quegli alimenti da conservare in frigorifero “dopo l’apertura”. Nella zona a temperatura maggiore (di solito il cassetto nella parte bassa) si conservano le verdure e la frutta che possono essere danneggiate da temperature troppo basse; queste vanno consumate rapidamente per evitarne il deterioramento. Le mensole all’interno della porta sono i punti più caldi del frigorifero e sono destinati ai prodotti che necessitano solo di una leggera refrigerazione (es. bibite, burro).
  • Il frigorifero non è indicato per qualsiasi alimento. Alcuni alimenti non hanno bisogno di essere refrigerati, anzi, potrebbero esserne danneggiati, come per esempio la frutta esotica, gli agrumi (il freddo può farli diventare amari), i pomodori, i fagiolini, i cetrioli e le zucchine; il pane diventa raffermo più velocemente con le basse temperature. Frutta e verdura che devono ancora maturare devono essere conservate a temperatura ambiente.
  • Non riporre mai in frigorifero alimenti caldi. Se cucini, lascia raffreddare completamente le pietanze prima di riporle in frigorifero: eviterai condense e bruschi innalzamenti di temperatura sul ripiano.
  • Fai attenzione alle contaminazioni crociate. Separa gli alimenti crudi da quelli cotti o pronti per essere consumati: questo ti permetterà di evitare che microrganismi eventualmente presenti nei primi vengano trasferiti ad alimenti che non subiranno più trattamenti termici prima del consumo.
  •  Utilizza contenitori puliti e chiusi. È sempre buona norma conservare gli alimenti in contenitori puliti o nelle confezioni originali, perché queste riportano la scadenza e indicazioni utili per la conservazione. Anche i cibi preparati in casa devono essere conservati con cura in contenitori puliti e con coperchio. Prima di chiudere i contenitori è buona norma attendere il raffreddamento del contenuto per evitare che il vapore si condensi sul coperchio ricadendo sul cibo. Evita di riporre gli alimenti semplicemente su di un piatto: potresti vedere gocce di liquido cadere da un ripiano a quello sottostante.
  • Pulisci regolarmente l’interno del frigorifero. Puoi utilizzare prodotti specifici o semplicemente  acqua e bicarbonato o aceto. Mantenere il frigorifero pulito e senza accumuli di ghiaccio sulle pareti  ne assicura il perfetto funzionamento e il mantenimento della temperatura di refrigerazione. Il libretto di istruzioni del tuo elettrodomestico ti indicherà come effettuare una corretta manutenzione.
  • Non cedere alla tentazione di fare scorte troppo abbondanti. Evita di sovraccaricare il frigorifero con troppi alimenti: quando fai la spesa ricorda sempre quanto esso può contenere. L’aria fredda al suo interno deve poter circolare liberamente intorno ai cibi. Se non c’è sufficiente spazio tra i prodotti, l’aria non riuscirà a circolare e la corretta distribuzione della temperatura verrà ostacolata.
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I falsi miti sulle allergie e i granelli di polline al microscopio: spettacolo della natura

Alcuni dei falsi miti sulle allergie

1. I fiori sono deleteri per chi soffre di allergie. Non credeteci: poche persone hanno importanti reazioni allergiche davanti a un bouquet profumato. I veri responsabili di starnuti, raffreddori da fieno e occhi rossi sono, di solito, i pollini rilasciati da alberi (come betulle, olivi, pini e cipressi), piante erbacee (per esempio Urticaceae e Graminaceae) o spore di muffe e funghi.

2. In spiaggia non ci sono pollini. Allontanarsi dall’aria inquinata della città può aiutare a respirare meglio, ma non è detto che al mare le preoccupazioni di un allergico siano finite. Molte spiagge confinano infatti con zone “verdi” dove è facile trovare piante erbacee fortemente allergeniche, come le Chenopodiacee o le Amarantacee, arbusti responsabili di parte delle riniti allergiche estive.

3. Mangiare miele locale aiuta a combattere le allergie. Il miele prodotto nella propria zona o regione contiene pollini dei fiori locali e si potrebbe pertanto pensare sia un rimedio naturale contro le allergie: ma i pollini più dannosi provengono, come abbiamo visto, da erbe e alberi, raramente da fiori. Nonostante le sue rinomate proprietà antibatteriche, antimicotiche e antivirali, quindi, il nettare degli dei non sembra utilissimo contro i raffreddori allergici.

4. Le allergie da polline passano con la crescita. Quando si tratta di riniti allergiche (il classico raffreddore da fieno) non è detto che l’avanzare dell’età metta a posto le cose, anche se i sintomi paiono attenuarsi con la fine dell’infanzia: uno studio svedese ha monitorato 82 persone con raffreddore allergico, scoprendo che il 99% ne soffriva anche a 12 anni di distanza. Nel 39% dei casi, tuttavia, si sono registrati miglioramenti.

5. Se da bambino non eri allergico, ormai l’hai scampata. Crescendo il sistema immunitario si rafforza, ma non è detto che un’allergia non possa sorprendervi anche in età adulta. Cambiando residenza, per esempio, potreste essere esposti ad un nuovo allergene che finora non avevate incontrato, e sviluppare i classici sintomi di difesa.

6. La febbre da fieno è causata… dal fieno. Nonostante possa contenere tracce di graminacee, il fieno non sembra c’entrare molto con il nome comunemente affibbiato alle riniti allergiche (che, peraltro, raramente sono accompagnate da febbre). Se soffrite di allergie, è probabile però che una gita in campagna – in mezzo ad alberi, spighe e piante erbose – possa peggiorare i sintomi accusati: da qui, forse, l’origine di questa espressione.

Sono indispensabili strumenti di fecondazione per le piante ma alcuni fanno sospirare (più che altro, starnutire) chi soffre di allergie: una carrellata di incredibili foto di pollini visti al microscopio elettronico.

Betulla

Betulla

Passiflora

Passiflora

Graminacee

Graminacee

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Ecco il vero colesterolo cattivo: ApoC3

I ricercatori ne sono convinti: esaminare anche la percentuale di apolipoproteina C3 (Apo C3) durante le comuni analisi del sangue, insieme al tanto citato colesterolo, permetterà di capire con maggior precisione se un individuo è predisposto o meno a sviluppare danni arteriosclerotici.

Ecco il vero colesterolo cattivo: ApoC3

Lo annuncia uno studio, pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine, che pare aver dimostrato la correlazione diretta fra le concentrazioni di questa proteina nel sangue e la probabilità di sviluppare malattie coronariche. Minore è la percentuale di Apo C3 nel sangue, infatti, minore il rischio di sviluppare una malattia coronarica.

I soggetti portatori di varianti genetiche che inattivano il gene per l’apolipoproteina, circa una persona ogni 150, posseggono bassi livelli di questa proteina e hanno un livello di trigliceridi nel sangue pari al 40% in meno rispetto agli individui non portatori. Il che corrisponde, secondo i ricercatori, al 40% di rischio in meno di sviluppare patologie cardiache.

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